Punto g femminile; esiste davvero?

Punto g femminile esiste davvero?

virgolette 100x74Il punto g femminile ha spaccato la comunità medico-scientifica negli ultimi decenni e sulla sua esistenza vi sono stati per molti anni dubbi e perplessità. Quale è la verità?

PUNTO G FEMMINILE: ESISTE DAVVERO?

 Storia e medicina

Negli anni è stato detto e scritto tanto intorno al punto g femminile, al punto che ancora oggi vi è confusione e misticismo sull’argomento. La sua prima identificazione va attribuita all’anatomista olandese Regnier De Graaf nel XVII secolo, anche se la prima pubblicazione è stata riconosciuta nel 1950 al ginecologo tedesco Ernst Grafenberg. Nei suoi appunti riferisce che alcune donne presentano nella parete anteriore della vagina una zona particolarmente sensibile che, se stimolata, provoca eccitazione e piacere sessuale, e reagisce gonfiandosi. Contemporaneamente, Grafenberg riscontra e verifica che in alcuni casi era espulso un liquido a seguito dell’eccitazione ricevuta, che non era urina.

Per i successivi 30 anni non ci furono ulteriori ricerche a sostegno di questa tesi e, al contrario, vi furono diversi sessuologi che smentirono l’esistenza del punto G femminile. Questo anche a seguito degli studi degli illustri sessuologhi Master & Johnson, che spostarono l’attenzione sulla clitoride come fonte primaria del piacere femminile.

Fu solo nel 1980 che alcuni studiosi, Alice Ladas, Beverly Whipple e John Perry, avallarono l’esistenza del punto G attraverso uno studio su circa 130 donne. Da quel momento in poi c’è stata un’alternanza di smentite e conferme da parte di studiosi di tutto il mondo. Ogni volta che qualcuno ne conferma l’esistenza qualcun altro è pronto a darne smentita. Il prof. Emanuele Jannini nel 2008 asserì di aver fotografato il punto g femminile, il King’s College di Londra ne dimostrò l’inesistenza attraverso altri studi, che furono a loro volta contestati da altri studiosi francesi.

Chi dice che è presente in tutte le donne, chi sostiene sia la continuazione interna della clitoride, chi garantisce che solo alcune donne ne siano provviste, chi afferma che sono tutte storie. La verità è che l’anatomia dell’apparato genitale femminile è estremamente complessa, soprattutto volendo analizzarne quei processi biologici legati alla sessualità e al piacere. Cos’è il punto g femminile e se realmente esiste, non è ancora stato scientificamente provato.

Molto probabilmente non è presente o ben sviluppato in tutte le donne, non necessariamente è ipersensibile e altamente erogeno, e non è scontato che porti all’eiaculazione. E’ sicuramente vero che vi siano donne più sensibili di altre in determinate zone, che il piacere è sempre soggettivo e individuale, ed è plausibile che una zona erogena non sia necessariamente visibile e di facile accesso.

Quindi come la mettiamo? Che esita o meno poco conta, è importante come ognuno vive l’idea; se è fonte di stress, insoddisfazione e tensione, meglio pensare che sia solo una leggenda. Se invece diventa un gioco, uno stimolo per nuove esperienze, una fonte di maggiore complicità con il partner, allora esiste e bisogna solo sapere dove si trova il punto g delle donne.

Cos’è il punto G femminile?

Il nome potrebbe ingannare e portare a credere che sia una sorta di bottoncino magico che, se premuto, scateni potenti sussulti e inebrianti sensazioni. Questa convinzione è stata avvalorata da tanto misticismo intorno alla sua esistenza, facendo del punto G una sorta di chimera da raggiungere. In realtà si tratta semplicemente di una zona erogena femminile molto sensibile, che se stimolata può generare intense sensazioni.

È posta all’interno della vagina nella parete anteriore, quella del ventre, a circa 5 cm di profondità. Si presenta come una protuberanza di tessuto erettile, simile per struttura a quello del pene o della clitoride, da qui il pensiero di qualche studioso che possa essere il prolungamento interno della clitoride stessa. Generalmente è di dimensioni molto ridotte e la sua funzione non è ben nota. Qualche studioso ritiene che la sua presenza possa essere legata alla procreazione della specie, poiché se stimolato, genera delle contrazioni orgasmiche diverse dal “normale” che, spingendo verso l’esterno, agevolerebbero il parto. Questa teoria non è stata mai avvalorata da nessun valido studio e resta solo una supposizione.

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1 Thought to Punto g femminile; esiste davvero?

  1. Maria Rispondi 12 febbraio 2015 at 10:03

    Illuminante…

    #

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