Orgasmo vaginale, il grande bluff

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Secolo XXI, il sesso non è più un tabù. È l’epoca della libertà sessuale e del pari diritto al piacere.

Questo sembra.

Così non è.

Secolo XXI, il sesso è spiattellato ovunque. È l’epoca dei miti di sempre e degli stereotipi sessuali.

Così non dovrebbe essere.

Questo è.

ORGASMO VAGINALE: IL GRANDE BLUFF

Il sesso è un tabù e lo è sempre stato. Nonostante sia un elemento fondamentale per la vita di un individuo, legato al suo piacere e alla procreazione della specie, per assurdo è da sempre un argomento su cui la scienza ha sempre lasciato campo libero a miti, credi e culture popolari. Non vi è mai stata la volontà di approfondire e verificare, e ancora oggi ci si porta dietro un retaggio storico/culturale risalente ai secoli addietro. La sessuologia è una disciplina recente e nonostante gli importanti passi avanti fatti negli ultimi decenni, non è cambiato poi molto. La donna è considerata il sesso debole, la cui sessualità e funzionale a quella dell’uomo. La dottrina cristiana gettò le fondamenta già dai Sacri Testi e il rapporto fra sesso e religione ha contribuito a rimarcare il divario fra i due sessi. Da lì trovò terreno fertile la cultura androcentrica, che ancora oggi trova riscontro in molti aspetti della sessualità.

Una delle sue massime espressioni è legata alla concezione del piacere sessuale femminile e al conseguente mito dell’orgasmo vaginale. Gli uomini sono stati il sesso dominante per la maggior parte della storia occidentale e hanno imposto il coito come unica espressione della sessualità. Nonostante esistano numerose testimonianze sull’inefficacia della sola penetrazione come metodo per provocare l’orgasmo, persiste l’idea secondo cui le donne dovrebbero necessariamente avere l’orgasmo durante il coito.

Fino a tutto il 1800, per quanto il sesso era sempre inteso come penetrazione fino al raggiungimento dell’orgasmo maschile, la visione della sessualità attribuiva alla clitoride il ruolo di centro del piacere. Addirittura i medici praticavano la stimolazione clitoridea come rimedio all’isteria femminile, favorendo in seguito la nascita del vibratore.

Paradossalmente gli inizi del XX secolo, invece di contribuire a una più avanzata conoscenza sulla sessualità, hanno segnato un altro passo indietro. Quello che fino allora era una radicata coscienza culturale, fu per la prima volta dichiarato da un medico.

Freud nel 1905 distinse due tipi di orgasmo femminile, definendo l’orgasmo vaginale come regola tra le donne e ritenendo l’orgasmo clitorideo espressione dell’immaturità sessuale. Fu lui a formulare la teoria “dell’invidia del pene”, derivante dal sentimento di frustrazione e d’inferiorità sin dall’età infantile per la mancanza dell’organo maschile. Da qui le scelte future da donna adulta, che ricercando il piacere nella clitoride, intesa come organo residuo maschile, cerca di colmare la mancanza di cui si sente vittima. Solo abbandonando la ricerca di questo piacere e la conseguente condizione immatura si può passare allo stato di maturità, quella rappresentata dall’orgasmo vaginale. Freud non aveva nessuna base scientifica per sostenere le sue affermazioni ma ciò non impedì di elevare l’orgasmo vaginale a mito della funzione sessuale femminile.

Quando negli anni seguenti Alfred Kinsey osò interrogarsi sulla sua esistenza e sulla necessità di definire la norma corretta, la comunità medica insorse, rimarcando quello che ormai era il paradigma dominante. Tale era la convinzione, che psicoanalisti come Bergler e Kroger definirono la frigidità quale incapacità della donna di avere un orgasmo durante l’amplesso.

Quello che stupisce è la completa accettazione, in ambito scientifico, di una teoria di cui non vi era nessuna base dimostrabile. L’unica certezza è che, spostare la discussione sul terreno medico, abbia permesso di evitare il confronto sulla reciprocità del piacere sessuale.

Negli anni settanta i ricercatori Master e Johnson, con le loro ricerche orientate a misurare i parametri fisiologici durante l’amplesso, contribuirono a riassegnare alla clitoride il ruolo di centro del piacere, sfatando il mito dell’orgasmo vaginale.

Nonostante queste informazioni e l’acceso dibattito femminile degli ultimi trent’anni sulla sessualità androcentrica, non si è scardinato e alterato il predominio maschile, mantenendo una progressione gerarchica all’interno dell’attività sessuale, dai preliminari alla penetrazione vaginale.

Molte donne sono alla ricerca di ciò che non esiste. L’illusione che esista un piacere più completo e profondo, e il suo mancato raggiungimento, spesso crea un senso di profonda insoddisfazione e inadeguatezza, che può contribuire a disturbi sessuali di altra natura.

Purtroppo il sesso è argomento di altissimo interesse e parlare di orgasmo vaginale fa notizia. Inoltre la comunità medica non aiuta a sciogliere dubbi e incertezze. Basterebbe affermare con chiarezza che:

  • La vagina è scarsamente sensibile e gli organi sessuali interni sono destinati alla riproduzione mentre quelli esterni al piacere.
  • La clitoride è il massimo centro erogeno femminile e la maggior parte degli orgasmi avviene attraverso la stimolazione diretta o indiretta di questa zona.
  • Quello che nell’immaginario comune è definito come orgasmo vaginale non è altro che il piacere raggiunto attraverso la stimolazione indiretta della clitoride.
  • L’orgasmo vaginale non esiste, vi sono solo diverse percezioni cognitive legate al tipo di stimolazione. Se così non fosse, si dovrebbe parlare di orgasmo da masturbazione, orale, da vibratore, da pressione, da sfregamento, etc.
  • Esiste una solo unico orgasmo femminile

Se questo fosse il messaggio comunemente trasmesso dalla comunità medica molte donne non si porrebbero tante inutili domande. Invece ancora oggi, al pari dei decenni passati, l’anatomia femminile è descritta parzialmente e la fisiologia sessuale è poco approfondita.

L’augurio e che la futura generazione di sessuologi possa ampliare il dibattito, gettando le basi per una nuova sessuologia, non più legata ai soli aspetti riproduttivi e ginecologici, ma incentrata sul piacere sessuale e sull’amore.

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