L’orgasmo clitorideo durante il coito

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Fra luoghi comuni e dicerie, convinzioni popolari e teorie scientifiche, continuiamo ad avventurarci in strane interpretazione e verità distorte. L’orgasmo clitorideo va visto da una prospettiva al femminile, poiché di piacere femminile si tratta.

L’ORGASMO CLITORIDEO DURANTE IL COITO

L’orgasmo clitorideo

Tutte le donne conoscono il termine. Quasi tutte ne hanno provato il piacere. È quella forma di godimento raggiunta tramite la stimolazione diretta della clitoride.

Associare a ogni stimolazione dei diversi tipi orgasmo femminile ha portato a un’assurda classificazione, a una maniacale ricerca di ciò che non esiste e alla conseguente insoddisfazione sessuale di molte donne.

La donna, al pari dell’uomo, vive un unico orgasmo che, a seconda della stimolazione, della situazione, dello stato fisiologico, del grado di eccitamento, può essere più o meno intenso.

Erroneamente si è assegnato una scala di valori al piacere e, in questo paradossale quadro, l’orgasmo clitorideo è la tipologia di piacere considerato più superficiale e meno intenso.

In realtà l’orgasmo clitorideo rappresenta l’orgasmo femminile e la clitoride è la principale fonte del piacere.

È talmente sensibile e ricca di terminazioni nervose che, sapendo come stimolarla, può portare all’orgasmo in pochissimi minuti, cosa facilmente riscontrabile con la masturbazione.

La clitoride è la zona erogena per eccellenza e in maniera più o meno diretta è sempre coinvolta nel raggiungimento dell’orgasmo anche durante il coito.

Perché per molte donne non è sufficiente l’orgasmo clitorideo?

Perché molte donne non raggiungono l’orgasmo.

Perché alle donne è stato detto che il coito è la giusta espressione sessuale e se non ne traggono piacere hanno un problema.

Chi ha deciso questo? L’uomo.

La distorta visione socio-culturale è pervasa di un dominio maschile cui la donna, ancora oggi, ne è vittima.

L’uomo è stato da sempre l’unico sesso accreditato per le scienze, la medicina, la dottrina, e ha semplicemente sancito che il piacere sessuale primario fosse il proprio e che quello femminile vivesse di conseguenza.

Normale boicottare l’orgasmo clitorideo. Diversamente la donna non sarebbe invogliata a cercare l’amplesso, privando l’uomo del suo maggiore sollazzo, il coito.

Inoltre riconoscere la clitoride fonte di piacere avrebbe implicato nell’uomo una serie di doverose attenzioni, poco compatibili durante il rapporto. Il pensiero di molti, medici inclusi, era che se l’uomo avesse dovuto stimolare la donna durante il rapporto, questo lo avrebbe distolto dalle sue sensazioni privandolo della soddisfazione sessuale. Per coerenza di pensiero la stessa cosa era sconsigliata anche a eiaculazione avvenuta, poiché l’uomo si sarebbe privato del relax e la pace, riconosciuti come premio dell’atto sessuale.

La superficialità dell’orgasmo clitorideo è stata avvalorata da illustri medici; Freud fu il vero capostipite, definendo l’orgasmo vaginale condizione di maturità sessuale per tutte le donne.

Seguì, salvo qualche eccezione, una corrente post-freudiana che dominò il pensiero medico fino agli anni settanta, epoca in cui si tornò a parlare della clitoride.

Purtroppo negli ultimi quarant’anni non si sono fatti molti passi in avanti e rimane ancora la convinzione che la donna, al pari dell’uomo, tragga piacere dal coito, anche se esso non sempre provoca l’orgasmo femminile. Il benessere dato dall’eccitazione, dall’intimità, dallo scambio affettivo, è interpretato dagli uomini e dagli scienziati come esperienza orgasmica, a prescindere se vi sia o no l’orgasmo. Come spesso si dice, la donna è più mentale che fisica…

Di conseguenza cercare la stimolazione clitoridea per raggiungere l’orgasmo è una richiesta ingiustificata nei confronti del partner. Oltretutto in caso di mancato orgasmo è la donna in difetto, poiché non in grado di godere pienamente durante il coito.

Come arrivare all’orgasmo clitorideo anche durante il coito

Le donne sono corresponsabili del proseguimento di questa condizione, quanto e forse più degli uomini.

Tutte le donne che sono alla ricerca di un fantomatico orgasmo vaginale, in realtà accettano la condizione che l’uomo le ha culturalmente imposto. Invece di porre l’accento sull’incapacità dell’uomo di saperle provocare piacere durante il coito, si asseconda il paradigma secondo cui sia la donna non idonea.

È auspicabile raggiungere il reciproco piacere anche durante il rapporto sessuale ma, per approcciare correttamente la questione, bisogna tenere presenti questi tre punti fermi:

  • Il centro del piacere femminile è la clitoride
  • Ogni donna ha una sua sensibilità
  • La penetrazione non è il sistema migliore per una stimolazione clitoridea

Partendo da questo, è dovere di entrambi i partner trovare il sistema per arrivare a darsi il giusto piacere reciproco. Questo avviene attraverso un’aperta comunicazione e un corrisposto impegno. Parlare dei propri desideri è sempre il sistema migliore così come sperimentare nuove situazioni.

Si può scoprire che prolungare la stimolazione diretta della clitoride con le dita o la lingua contribuisce a un maggiore stato di eccitazione favorendo l’orgasmo.

Sperimentare nuove posizioni sessuali può essere di aiuto, soprattutto quelle in cui è la donna è la parte attiva e può regolare liberamente i movimenti, le pressioni e l’inclinazione del bacino.

È importante anche la stimolazione indiretta, che può avvenire tramite lo sfregamento del pube da parte dell’uomo o attraverso la trazione delle piccole labbra. Sono fondamentali per questo la posizione dell’uomo e il movimento della donna durante l’amplesso.

Il risultato è comunque legato a fattori emotivi e fisiologici. Non tutte le donne hanno la stessa sensibilità, pertanto non vi è nulla di anomalo nel sentire il desiderio di toccarsi direttamente la clitoride durante il coito per avere un orgasmo.

È bene coinvolgere il partner maschile, evitando il rischio che possa sentire messa in discussione la propria capacità di dare piacere.

Il desiderio di stimolarsi direttamente la clitoride per arrivare all’orgasmo accomuna moltissime donne.

Il problema è che pochissime riescono a comunicare questo al partner. Nei casi migliori si accetta la privazione del piacere fingendo orgasmi, in altri casi si finisce per incolparsi di un’inesistente inadeguatezza che può avere ripercussioni negative sia personali sia nella coppia.

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